Ogni anno, con l’arrivo del Black Friday, gli e-commerce entrano un po’ in modalità “promozione aggressiva”.
E ovviamente, dall’altra parte, proprio in questa fase le autorità aumentano i controlli e gli errori diventano più rischiosi. Questi quattro punti sono dei piccoli consigli per affrontare e ottimizzare uno dei periodi più caldi dell’anno.
Prezzi gonfiati o sconti fasulli
L’era delle promozioni creative è finita. La direttiva Omnibus impone di indicare sempre il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti rispetto al giorno in cui viene applicato per la prima volta lo sconto. Se scrivi “-50%” ma quel prodotto non è mai stato venduto al prezzo di partenza dichiarato, commetti una pratica commerciale ingannevole. L’AGCM monitora soprattutto i settori moda, elettronica e cosmetica: i procedimenti partono spesso proprio da qui.
Recensioni non verificate
Mostrare valutazioni e stelline senza spiegare se e come ne verifichi l’autenticità è ormai considerato fuorviante. Se le recensioni vengono moderate, filtrate o pubblicate solo in parte, l’utente ha diritto di saperlo. Pubblicare recensioni false o manipolate è illecito e può portare a sanzioni fino al 4% del fatturato annuo.
Scarcity e urgenza artificiali
Countdown infiniti, “ultime 3 disponibilità” inesistenti o messaggi tipo “solo per oggi” ripetuti ogni giorno non sono strategie di marketing furbe, ma pratiche scorrette ai sensi del Codice del consumo e ultimamente sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Se comunichi che un’offerta è valida “solo per il Black Friday”, deve davvero essere limitata a quel periodo: prolungarla o riproporla subito dopo può configurare una pratica ingannevole.
Email di marketing e consenso (non devi chiederlo sempre!)
Errore comune: chiedere al cliente il consenso per upselling o cross selling in fase di checkout. Si, hai sentito bene: chiedere il consenso è un errore e gli Ecommerce perdono fino al 70% delle email degli utenti non inserendole in newsletter.
Il Codice della privacy consente invece di inviare comunicazioni promozionali per fare up-selling e cross-selling via email per prodotti o servizi simili o attinenti a quelli già acquistati senza consenso, purché al cliente sia stata messa a disposizione una informativa privacy che includa questa base giuridica (che non è il legittimo interesse ) gli venga offerta in ogni messaggio la possibilità di disiscriversi facilmente.
Chiedere il consenso in questi casi è un errore doppio: fa perdere un diritto già acquisito e complica inutilmente il funnel.
Il Black Friday è un’occasione di fatturato, ma è anche il momento in cui le autorità monitorano più da vicino le pratiche scorrette. E-commerce ben preparati non sono quelli con la grafica più accattivante, ma quelli che hanno già messo a posto queste quattro aree.