Aprire un e-commerce online viene spesso raccontato come se fosse più semplice e immediato rispetto all’avvio di un negozio o di un’attività tradizionale.
Sembrerebbe che basti la scelta di una piattaforma, il caricamento dei prodotti, un metodo di pagamento e via si è pronti a vendere.
Uno degli equivoci più diffusi riguarda la distinzione tra vendita occasionale e attività e-commerce. Nel momento in cui la vendita è organizzata, continuativa e finalizzata al profitto, non conta più la dimensione del progetto o il numero iniziale di ordini.
Si sta esercitando un’attività di vendita online e, come tale, deve essere inquadrata correttamente. Questo vale per chi vende prodotti fisici, per chi offre servizi digitali, per chi propone consulenze, corsi o contenuti scaricabili. Il mezzo è diverso, ma il rapporto con il cliente resta lo stesso.
La realtà è che dietro ogni attività di vendita online c’è un progetto imprenditoriale vero, con regole precise, responsabilità legali e una struttura che va pensata nel minimo dettaglio prima ancora di scrivere la prima descrizione prodotto.
Quando si apre un negozio e-commerce, infatti, si entra a tutti gli effetti nel campo dell’attività commerciale, con obblighi fiscali, normativi e organizzativi che vanno affrontati con metodo, attenzione e quando serve con l’ausilio di un professionista.
Partita IVA e forma giuridica
Aprire un e-commerce online richiede innanzitutto una partita IVA. La scelta della forma giuridica dipende da molti fattori: tipo di prodotto, investimenti previsti, rischi, prospettive di crescita.
Una ditta individuale può essere sufficiente per partire, mentre progetti più articolati possono richiedere una struttura societaria diversa come una SRL o una SRLs.
Inoltre, la vendita tramite e-commerce va pensata anche in termini di sostenibilità fiscale e patrimoniale, non solo di fatturato potenziale.
Oltre alla forma giuridica, bisogna anche considerare il codice ATECO. In Italia, si possono valutare diversi codici ATECO per avviare un’attività online, però al momento quello più indicato è il 47.91.10 che indica: il Commercio al dettaglio di prodotti effettuato tramite internet.
Questo codice ATECO copre diverse tipologie di beni fisici o digitali, su un sito o marketplace. In ogni caso, si consiglia di farsi supportare da un commercialista nel caso in cui sia necessario un codice ATECO più specifico in base al prodotto o ai prodotti che si vogliono vendere online.
Dopo aver scelto la struttura societaria, il codice ATECO e aver aperto la P.IVA è necessaria la registrazione al Registro delle Imprese alla Camera di Commercio di riferimento e si deve presentare la SCIA al SUAP del Comune.
Completata la procedura burocratica dal punto di vista fiscale si potrà iniziare effettivamente a svolgere la propria attività di commercio online, valutando l’assetto normativo nel quale ci si dovrà destreggiare in modo attento per far sì che la vendita sia legale e che il rapporto con il cliente sia trasparente.
Normativa e obblighi verso il consumatore
Vendere online significa confrontarsi con una normativa che tutela in modo particolare il consumatore. Questo si riflette direttamente nel modo in cui il sito deve essere costruito e nei contenuti che devono essere resi accessibili.
Un eCommerce online deve avere nel footer dati e collegamenti obbligatori. Nello specifico la normativa italiana richiede:
- I dati dell’impresa o del professionista quali: Ragione Sociale, Sede Legale, P. IVA, Codice Fiscale della Società (se presente), Ufficio, REA (Numero di Iscrizione al Registro delle Imprese). Nel caso di società di capitali (come S.r.l., S.p.A. ecc.) ai sensi dell’art. 2250 del Codice Civile, deve essere inoltre indicato -non necessariamente nel footer – il capitale sociale effettivamente versato, come risultante dall’ultimo bilancio approvato.
- Collegamenti ipertestuali a: Privacy Policy, Cookie Policy, Condizioni Generali di Vendita (Termini e Condizioni).
Questi dati e collegamenti sono obbligatori e servono a rendere legale la vendita, oltre a dare al consumatore tutte le informazioni necessarie sull’azienda prima di decidere se fare un acquisto o meno.
Termini e condizioni
Ogni e-commerce deve dunque avere una pagina Termini e Condizioni di vendita che deve essere redatta nel rispetto del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) che disciplina il rapporto tra venditore e consumatore nei contratti a distanza, e prevede obblighi informativi che tutelano l’utente. Oltre al Codice del Consumo, trovano applicazione anche le disposizioni del Codice Civile in materia di formazione del contratto e il D.Lgs. 70/2003 sul commercio elettronico.
Nello specifico i dati obbligatori nei termini e condizioni ci sono:
- Ragione Sociale e P.IVA
- Sede legale e contatti
- Descrizione del servizio o dei prodotti venduti, eventuali specifiche tecniche, certificazioni e/o limitazioni d’uso.
- Condizioni di Pagamento e Modalità di pagamento
- Condizioni di Recesso e Reso
- Garanzia Legale
- Condizioni di utilizzo, regole di comportamento, restrizioni, licenze d’uso (ove necessario)
- Prezzi, eventuali costi accessori e spese di spedizione, se previste
- Modalità di conclusione del contratto e gestione dell’ordine
- Informazioni sugli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, come previsto dalla normativa europea
Ogni negozio e-commerce, dunque, deve dotarsi di Termini e Condizioni di vendita costruiti in modo coerente con il proprio modello di business, con i prodotti o servizi offerti e con le modalità concrete di gestione degli ordini, dei pagamenti e delle spedizioni.
L’utilizzo di testi standardizzati o il semplice adattamento di documenti reperiti online espone il venditore a incongruenze operative e giuridiche che, nel tempo, possono tradursi in contestazioni, reclami o sanzioni.
Il Codice del Consumo richiede inoltre che le clausole contrattuali siano formulate in modo chiaro e comprensibile, evitando ambiguità o formulazioni che possano essere considerate vessatorie.
Le pagine Cookie e Privacy Policy
Cookie Policy e Privacy Policy sono pagine legalmente necessarie e obbligatorie perché informano su come l’e-commerce gestisce i dati personali.
La Privacy Policy è un documento che dev’essere redatto in modo attento informando l’utente su: come vengono tracciati e trattati i dati che gli utenti inseriscono per l’acquisto dei prodotti sull’e-commerce, nonché sulle finalità del trattamento, sulle basi giuridiche utilizzate e sui diritti riconosciuti all’interessato dalla normativa vigente in materia.
Oltre a come viene svolta l’attività di raccolta e conservazione, bisogna segnalare anche il Titolare del Trattamento e il responsabile del trattamento dati. E in alcuni casi anche il contatto del DPO ossia del Data Protection Officer.
Un’informativa privacy serve si a tutelare l’utente ma è essenziale anche per il titolare del sito, perché dimostra che il trattamento avviene nel rispetto dei principi fissati all’art. 5 del GDPR, come ad esempio, i principi di liceità, correttezza e trasparenza.
I cookie invece sono i principali sistemi di tracciamento e raccolta di dati online. Alcuni cookie sono strettamente necessari al funzionamento del sito, altri invece servono a migliorare l’esperienza di navigazione, analizzare il traffico o personalizzare contenuti e annunci.
Tutte queste informazioni, compresi quali sono gli strumenti di tracciamento (compresi eventuali sistemi esterni come Google Analytics ecc…) devono essere palesati all’utente all’interno della Cookie Policy. Infatti, la normativa richiede che l’utente sia informato in modo comprensibile sull’utilizzo dei cookie, in modo che sia consapevole quando deve accettare se permettere il tracciamento completo o solo dei dati essenziali.
Oltre alle due pagine, bisogna considerare anche l’installazione del banner di consenso che è necessario per il rispetto del GDPR e per permettere all’utente di dare il consenso in modo inequivocabile, ma anche libero, lecito e informato all’attivazione dei cookie non tecnici.
Il banner deve essere configurato correttamente e deve offrire all’utente una reale possibilità di scelta sui Cookie che può o meno accettare. Inoltre, lo stesso deve avere dei collegamenti che rimandino alla Privacy e Cookie Policy completa.
Pagamenti e Fatturazione
Nel commercio online la fiducia non si costruisce soltanto attraverso il design del sito o la qualità dei prodotti, ma passa in modo decisivo dal momento più delicato dell’intero percorso di acquisto: il pagamento.
La normativa europea è intervenuta in merito per rafforzare la sicurezza delle transazioni digitali e ridurre il rischio di frodi.
Il riferimento da considerare è la Direttiva PSD2 (Payment Services Directive 2), che ha come obiettivo quello di aumentare il livello di protezione del consumatore, rendere più sicuro l’ecosistema dei pagamenti online e aprire il mercato all’innovazione, favorendo la concorrenza tra operatori.
Uno degli aspetti più noti della direttiva riguarda l’Autenticazione Forte del Cliente, la cosiddetta SCA, nella stragrande maggioranza dei pagamenti online l’utente deve svolgere l’identificazione a due fattori.
La PSD2 ha introdotto anche un cambiamento strutturale nel mercato, aprendo la strada all’open banking. Fornitori terzi, come i servizi di disposizione di pagamento (PIS) e di informazione sui conti (AIS), possono operare previo consenso dell’utente, creando soluzioni più rapide e integrate. Per un e-commerce questo significa poter offrire modalità di pagamento alternative alle carte tradizionali, spesso percepite come più immediate e trasparenti, soprattutto nei contesti europei.
Accanto alla disciplina sui pagamenti, restano centrali le tutele previste dal Codice del Consumo, che impongono chiarezza su prezzi, costi accessori, modalità di pagamento e gestione degli eventuali rimborsi.
Anche qui la trasparenza non è un dettaglio formale, ma un elemento che incide sull’esperienza complessiva dell’utente. Un pagamento che appare improvvisamente diverso da quanto atteso, o che nasconde condizioni poco comprensibili, è uno dei principali motivi di abbandono del carrello.
Per quanto riguarda invece l’emissione della fattura questa deve essere emessa e trasmessa tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, nei rapporti tra soggetti titolari di partita IVA (c.d. rapporti B2B) che verifica la correttezza dei dati obbligatori ai fini fiscali quali: data di emissione, numerazione progressiva, descrizione dei beni o servizi, imponibile, IVA e dati del cliente. Nei rapporti con i consumatori finali (B2C), la fattura non è obbligatoria salvo espressa richiesta del cliente.
Pagamenti sicuri, norme rispettate e processi chiari sono uno dei fattori che rendono un e-commerce solido, credibile e capace di crescere nel tempo, senza attriti inutili né sorprese per chi acquista e per chi vende.
L’importanza di burocrazia e leggi prima di aprire un e-commerce
Prima di procedere all’apertura dell’e-commerce, alla sua costruzione e all’inserimento dei prodotti, con le varie descrizioni e i prezzi (che devono essere sempre ben chiari) dunque, bisogna fare molta attenzione alle leggi e normative che regolano questo settore e all’attività burocratica per far sì che la propria attività commerciale sia in regola. Svolgendo tutti questi passaggi potrai iniziare a vendere senza preoccupazioni.