Hai un’azienda che si occupa di delivery? Hai deciso di inserire, tra le altre attività che svolgi, anche il servizio di consegna? Oppure ti sei iscritto ad una piattaforma come Deliveroo?

In tutti questi casi, ti dovrebbe sorgere spontanea una domanda: sei sicuro di essere a norma con le leggi sulla privacy?

Con l’ingresso sul panorama italiano del GDPR, la normativa sulla gestione dei dati personali dei clienti è diventata molto più precisa e severa.

I servizi di delivery aggiungono una voce in più tra le finalità per le quali i dati della propria clientela vengono richiesti dall’azienda stessa.

Sei sicuro di offrire questo servizio garantendo tutta la sicurezza necessaria ai dati che gestisci? Ecco cosa devi fare per effettuare delivery nel rispetto della legge.

Servizi di delivery e privacy: gli adempimenti dell’azienda

Come azienda, indipendentemente dall’attività che svolgi, devi essere a norma con il Regolamento generale europeo per la protezione dei dati personali n. 2016/679, meglio conosciuto con il suo acronimo GDPR.

Ma il servizio di delivery aggiunge qualcosa in più.

Un ulteriore obbligo che la legge ti impone come esercente del servizio di delivery è quello di informare il cliente sulla nuova finalità riguardante l’utilizzo dei suoi dati personali.

Quindi se questa voce non era già inserita tra le finalità per la richiesta dei dati da parte dell’azienda perché, magari, hai deciso solo ora di inserire un servizio aggiuntivo, devi specificarlo ad ogni singolo cliente.

Ma le questioni riguardanti servizi di delivery e privacy non finiscono qui! Vediamo ora tutto ciò che riguarda la persona del fattorino.

Infatti, per poter svolgere un servizio di delivery, i dati personali dei clienti che hanno effettuato le ordinazioni vengono comunicati ai ragazzi delle consegne che trasportano la merce su richiesta dei clienti stessi.

Il ragazzo delle consegne è idoneo?

Un aspetto molto importante che non va assolutamente sottovalutato quando si parla di servizi di delivery è il ruolo che ricopre il fattorino.

Qui si aprono due strade diverse in capo all’azienda. Il fattorino:

  • È un dipendente: va istruito e formato sulla corretta gestione del dato (di ciò bisogna darne prova);
  • Non è un dipendente: deve essere ugualmente istruito e, in aggiunta a questo, deve anche essere nominato responsabile del trattamento dei dati.

Quando parliamo di fattorini che non siano dipendenti ci riferiamo, per esempio, ad una persona fisica che svolge una collaborazione occasionale.

Ma, soprattutto, questo tema ha assunto una certa rilevanza con il diffondersi di piattaforme di delivery come Deliveroo.

Qual è il loro funzionamento? Chi vuole diventare rider per queste aziende ed effettuare le consegne può iscriversi alla piattaforma e lavorare alla stregua di un “libero professionista”, anche se non possiede partita IVA.

Tuttavia, in questi casi l’utente non è un cliente del negozio/ristorante, bensì un iscritto alla piattaforma. In questi casi la procedura si semplifica e probabilmente non è nemmeno necessario che chi lavora nel vostro esercizio commerciale venga a saper per chi sta cucinando o a chi il fattorino consegnerà la spesa.

Come vedi, le sfumature della disciplina riguardante servizi di delivery e privacy sono diverse e devono essere valutate caso per caso.

Se vuoi ricevere informazioni più dettagliate, o sei interessato ad una consulenza, non esitare a contattarci. Il nostro team di esperti ti supporterà nello svolgimento della tua attività di delivery nel pieno rispetto della normativa vigente.