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La rivoluzione digitale: dieci anni per cambiare il mondo del web.

La rivoluzione digitale: dieci anni per cambiare il mondo del web.
15/02/2022
Polimeni Legal

Il 26 gennaio la Commissione Europea ha proposto al Parlamento ed al Consiglio Europeo la sottoscrizione di una dichiarazione sui diritti ed i principi che guideranno la trasformazione digitale in Europa. Ursula von der Leyen ha esortato così il cambiamento: “Il futuro è nelle nostre mani. E l’Europa sarà ciò che decideremo che sia“.

Già a marzo  2021 la Commissione aveva presentato una visione di obiettivi e modalità di attuazione dei principi per il conseguimento di una sovranità digitale autonoma, che dovrebbe essere raggiunta entro il termine del prossimo “decennio digitale”, entro il 2030. L’obiettivo principale è l’avanzamento verso un’economia totalmente green, (anche) grazie alla digitalizzazione (eco friendly). Innovazione, crescita e concorrenza leale nel mercato unico sono solo alcuni dei punti di partenza per la realizzazione di questo obiettivo. La digitalizzazione etica diventa così la chiave di volta per intraprendere i primi passi dell’Unione Europea verso il futuro. Non è un caso che la prima area di intervento individuata dalla Von der Leyen sia la Privacy: l’indipendenza dell’Unione Europea in tema di Protezione dei dati personali nel mercato mondiale è fondamentale, soprattutto in riferimento ai rapporti industriali, per cui è cruciale un’autonomia in questo senso, (anche) attraverso l’implementazione di un cloud europeo. La protezione dei dati sarà rinforzata anche da una protezione dell’identità digitale europea, definita dalla Presidentessa come “European E-identity”.

La seconda area di intervento dell’Unione sarà poi lo sviluppo tecnologico e dell’intelligenza artificiale, fondamentale per lo sviluppo dei vari settori economici.

La terza ed ultima area interessata da un concreto ed intenso intervento dell’Unione sarà, infine, il potenziamento della capacità di risposta digitale delle infrastrutture alle esigenze dei cittadini e, più in generale, delle connessioni, anche nelle zone rurali.

Queste, appunto le premesse di marzo.

La nuova Dichiarazione della Commissione europea, partendo dagli stessi presupposti, si incentra sulle sfide che l’Europa dovrà affrontare, tra le quali non possiamo non includere la sempre più ampia rivoluzione digitale, considerandola sfida perché, in realtà, la mancata digitalizzazione oggi può essere un ostacolo ed un motivo di esclusione sociale per i singoli, essendo gran parte delle nostre interazioni mediate dalla tecnologia.  

I principali diritti e principi enunciati nella dichiarazione comprendono:

Questo disegno fu fortemente voluto anche dallo Stimato ex Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, che recentemente disse “La nostra Unione deve essere la prima a stabilire norme in ambiti cui oggi tutto il mondo guarda, come la regolamentazione dei nuovi settori dell’economia che sono giungle legislative. Lo abbiamo fatto per la protezione dei dati personali, e ora il mondo sta seguendo il nostro esempio. Lo faremo, ed è giunto il momento, per i mercati digitali, per evitare che siano i giganti del web a legiferare al posto dei cittadini”.

Il senso è quello della proiezione verso il futuro del Continente: “L’Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro”, proseguì il 16 dicembre. 

E’ proprio guardando al recente passato, alle parole di questo grande uomo politico, che possiamo trovare ispirazione per il futuro: mettere la tecnologia al servizio di diritti e valori dunque, piuttosto che mettere diritti e valori al servizio della tecnologia. Che la morale comune sia punto di partenza e di arrivo dello sviluppo tecnologico per un futuro virtuoso, e che questo stesso sviluppo non porti ad utilizzare la tecnologia come strumento vizioso.

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