SEMTroppe volte mi viene chiesto: “Posso usare il nome di un concorrente come parola chiave per farmi trovare su AdWords?” Oppure, al contrario “Un mio competitor può usare il mio nome su AdWords per farsi trovare?”.
La risposta è davvero semplice: no, non si può, a meno che l’inserzione non evidenzi, in modo chiaro ed equivocabile che non si tratta della stessa azienda.
E’ la legge che lo dice.

Ma se la domanda viene posta a Google, un esperto (esperto di AdWords e non di legge), risponde che sì, si può fare.
Ma in che senso “si può fare”? Chi ha ragione in questa storia che sembra contrapporre Google alla legge?
Si può fare nel senso che Google non lo vieta. E va bene. Ma God Google non si pone sopra la legge. E la legge parla chiaro: si tratta di concorrenza sleale.
Quello che intende Google dicendo che “si può” è che il contratto tra Google e l’inserzionista non lo vieta. E non potrebbe di certo vietarlo! La concorrenza tra due aziende non riguarda Google ed il rapporto di questa con l’inserzionista (contratto bilaterale). Google mette a disposizione solo uno strumento. Come lo utilizzate sono affari vostri.
E dunque la legge italiana configura come atto di concorrenza sleale chiunque “usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente”.
Non serve interpretazione, il dettato normativo è chiaro.
Per completezza, voglio citare la sentenza del Tribunale di Roma del 18/01/2001. In quel caso il Giudice ha stabilito, in maniera inequivocabile, che “costituisce atto di concorrenza sleale l’uso di parole chiave (utilizzate dai motori di ricerca per individuare ed indicizzare i siti presenti sulla rete) corrispondenti al nome di impresa concorrente, allo scopo di far comparire, tra i risultati della ricerca dell’utente della rete, il proprio sito e dunque la propria presenza sul mercato”.
Detto ciò appare chiaro che è illegittimo utilizzare il nome di un concorrente come parola chiave su Adwords e, tale comportamento configura un atto di concorrenza sleale punibile sia con sanzioni che con la condanna al risarcimento del danno procurato.